sabato, settembre 23, 2006
giovedì, settembre 21, 2006
I pirla (continua)
Visto che nell'ultimo post parlavo dei pirla... eccovi un campionario di pirla che, nel mio lavoro, razzolano indisturbati al di la della cornetta (i clienti).
Innanzitutto mi preme sottolineare questo: tutto ciò che scrivo in questo post è da intendersi come una sorta di caricatura. I soggetti facilmente "offendibili" si facciano un giro da un'altra parte.
Come molti di voi sapranno lavoro in una fotolitografia. Per chi non lo sapesse la fotolitografia non è un altro che un azienda che si occupa di fare da calderone per tutte le cazzate che pubblicitari/grafici/agenzie pubblicitarie si scambiano coi propri stampatori. Tra i due "litiganti" il fotolitista se la prende in quel posto, insomma. Il problema è proprio questo: la fotolito è un'azienda di servizi che offre un supporto tecnico ai propri clienti e anche ai fornitori. Questo in parole "normali"... in realtà significa che il fotolitista è una povera vittima che s'occupa di assorbire e accontentare le menate dei pirla di turno... :-) E nel settore delle pubblicità la mamma dei pirla è sempre gravida.
Degli esempi...
Telefonata tipica del cliente pirla:
"Pronto? Si buonasera sono Pirlotti dell'agenzia Pirlotti e Associati, volevo sapere per questo lavoro..."
segue descrizione dettagliata del lavoro (naturalmente un casino feroce che tutte le altre fotolito di Milano hanno rifiutato)
"mi fa un preventivo SUBITO perchè avrei dovuto consegnarlo ieri e SIETE già in ritardo..."
Oppure...
"Pronto si per quel lavoro là dei ritocchi"
"Guardi stiamo facendo di tutto per consegnarlo domani sera, ho 20 persone che lo stanno eseguendo..."
"Ma ce la fa per domani allora?"
"Faccio il possibile..." (risposta SBAGLIATISSIMA perché scioglie le briglie al pirla che, infatti, si scatena....)
"Ah bene allora ci sarebbero da fare altri 100 ritocchi ulteriori su le immagini che state facendo... tanto ce la fate lo stesso"
Poi ci sono quelli che, forse, hanno sbagliato mestiere ma che nessuno ha mai avuto il coraggio di dirglielo...
"Pronto, voi potete stampare una brochure fatta con Excel?" (giuro!)
"Guardi... con Excel abbiamo delle difficoltà... se fosse possibile averlo in formato Quark Xpress, InDesign o PDF sarebbe meglio" (stessa cosa, no?!)
"No guardi il nostro grafico usa solo Excel, PowerPoint, Word o Write"
Conclusione: hanno assunto un grafico diplomato per corrispondenza alla scuola Radio Elettra.
Anche i fotografi sono meravigliosi in quanto a pirleria acuta... Un esempio che mi ha segnato.
Lavoro URGENTISSIMO (tanto per cambià): calendario di uomini NUDI (si... proprio con il pendaglio di fuori, 12 mesi di volatili in esposizione, 2 pagine per mese, 24 pagine... una voliera)
Il fotografo, naturalmente, è un bel po' gaio (tanto per usare un eufemismo). Arrivo una mattina alle 8.00 e lui è già lì che guarda le sue foto di uomini nudi con le nudità belle in evidenza... tutto infoiato come un cinghialotto nel periodo dell'accoppiamento. Io mi metto al computer ed inizio a lavorare su una foto... Il tipo s'avvicina correndo e, ad alta voce, mi spara : "fammi vedere il ca**o, fammi vedere il ca**o!!! Voglio vedere il ca**o!!!"
Fortunatamente intendeva quello dell'ometto nudo sul mio schermo (chi mi riconosce i 10 secondi di terrore gelido che hanno attraversato le mie budella???).
Ma non è finita...
I ritocchi richiesti da mister-fammelovederesubito erano i seguenti: pendagli allungati (manco il viagra o le extension che ci arrivano via spam arriverebbero a tanto), balle ingrossate (beh, per noi un lavoro facile, di copia... dal vero), sederi ingrossati ("voglio chessiveda di più il cullo" si avete letto bene... con due elle... il signorino è straniero...).
La foto più inquietante di tutto questo lavoro?
Un inquadratura del pavimento di una doccia (di una palestra), sullo sfondo dei piedi di uomini nudi e in primo piano, per terra, una saponetta... Già mi immagino il fotografo con il suo fare gaio cinguettare ai modelli: "iuh uuuh chi la raccoglieeee??"
Mortacci sua.
Ecco... un lavoro fatto nell'imbarazzo più totale, con un gaio bavoso che ti saltella alle spalle (mai tenerli alle spalle! MAI!), una marea di "volatili" che ti si propongono tutto il giorno e tu, povero fotolitista, che non puoi dire niente. Esegui in silenzio (e con le mutande di titanio, tanto per stare tranquillo...). Prendi il tuo mouse, la tua penna, apri Photoshop, e gli allunghi il pendaglio ad un omaccione muscoloso, che per fare quella foto a chiesto il corrispettivo di tre mesi di stipendio di un fotolitista medio.
Dite che ho sbagliato mestiere?
Innanzitutto mi preme sottolineare questo: tutto ciò che scrivo in questo post è da intendersi come una sorta di caricatura. I soggetti facilmente "offendibili" si facciano un giro da un'altra parte.
Come molti di voi sapranno lavoro in una fotolitografia. Per chi non lo sapesse la fotolitografia non è un altro che un azienda che si occupa di fare da calderone per tutte le cazzate che pubblicitari/grafici/agenzie pubblicitarie si scambiano coi propri stampatori. Tra i due "litiganti" il fotolitista se la prende in quel posto, insomma. Il problema è proprio questo: la fotolito è un'azienda di servizi che offre un supporto tecnico ai propri clienti e anche ai fornitori. Questo in parole "normali"... in realtà significa che il fotolitista è una povera vittima che s'occupa di assorbire e accontentare le menate dei pirla di turno... :-) E nel settore delle pubblicità la mamma dei pirla è sempre gravida.
Degli esempi...
Telefonata tipica del cliente pirla:
"Pronto? Si buonasera sono Pirlotti dell'agenzia Pirlotti e Associati, volevo sapere per questo lavoro..."
segue descrizione dettagliata del lavoro (naturalmente un casino feroce che tutte le altre fotolito di Milano hanno rifiutato)
"mi fa un preventivo SUBITO perchè avrei dovuto consegnarlo ieri e SIETE già in ritardo..."
Oppure...
"Pronto si per quel lavoro là dei ritocchi"
"Guardi stiamo facendo di tutto per consegnarlo domani sera, ho 20 persone che lo stanno eseguendo..."
"Ma ce la fa per domani allora?"
"Faccio il possibile..." (risposta SBAGLIATISSIMA perché scioglie le briglie al pirla che, infatti, si scatena....)
"Ah bene allora ci sarebbero da fare altri 100 ritocchi ulteriori su le immagini che state facendo... tanto ce la fate lo stesso"
Poi ci sono quelli che, forse, hanno sbagliato mestiere ma che nessuno ha mai avuto il coraggio di dirglielo...
"Pronto, voi potete stampare una brochure fatta con Excel?" (giuro!)
"Guardi... con Excel abbiamo delle difficoltà... se fosse possibile averlo in formato Quark Xpress, InDesign o PDF sarebbe meglio" (stessa cosa, no?!)
"No guardi il nostro grafico usa solo Excel, PowerPoint, Word o Write"
Conclusione: hanno assunto un grafico diplomato per corrispondenza alla scuola Radio Elettra.
Anche i fotografi sono meravigliosi in quanto a pirleria acuta... Un esempio che mi ha segnato.
Lavoro URGENTISSIMO (tanto per cambià): calendario di uomini NUDI (si... proprio con il pendaglio di fuori, 12 mesi di volatili in esposizione, 2 pagine per mese, 24 pagine... una voliera)
Il fotografo, naturalmente, è un bel po' gaio (tanto per usare un eufemismo). Arrivo una mattina alle 8.00 e lui è già lì che guarda le sue foto di uomini nudi con le nudità belle in evidenza... tutto infoiato come un cinghialotto nel periodo dell'accoppiamento. Io mi metto al computer ed inizio a lavorare su una foto... Il tipo s'avvicina correndo e, ad alta voce, mi spara : "fammi vedere il ca**o, fammi vedere il ca**o!!! Voglio vedere il ca**o!!!"
Fortunatamente intendeva quello dell'ometto nudo sul mio schermo (chi mi riconosce i 10 secondi di terrore gelido che hanno attraversato le mie budella???).
Ma non è finita...
I ritocchi richiesti da mister-fammelovederesubito erano i seguenti: pendagli allungati (manco il viagra o le extension che ci arrivano via spam arriverebbero a tanto), balle ingrossate (beh, per noi un lavoro facile, di copia... dal vero), sederi ingrossati ("voglio chessiveda di più il cullo" si avete letto bene... con due elle... il signorino è straniero...).
La foto più inquietante di tutto questo lavoro?
Un inquadratura del pavimento di una doccia (di una palestra), sullo sfondo dei piedi di uomini nudi e in primo piano, per terra, una saponetta... Già mi immagino il fotografo con il suo fare gaio cinguettare ai modelli: "iuh uuuh chi la raccoglieeee??"
Mortacci sua.
Ecco... un lavoro fatto nell'imbarazzo più totale, con un gaio bavoso che ti saltella alle spalle (mai tenerli alle spalle! MAI!), una marea di "volatili" che ti si propongono tutto il giorno e tu, povero fotolitista, che non puoi dire niente. Esegui in silenzio (e con le mutande di titanio, tanto per stare tranquillo...). Prendi il tuo mouse, la tua penna, apri Photoshop, e gli allunghi il pendaglio ad un omaccione muscoloso, che per fare quella foto a chiesto il corrispettivo di tre mesi di stipendio di un fotolitista medio.
Dite che ho sbagliato mestiere?
lunedì, settembre 04, 2006
Il Sud, i milanesi, le vacanze e un po' di sano jamming
Dopo le vacanze le idee calano e gli entusiasmi scemano. Per questo motivo che i post del mio blog si fanno un po' meno frequenti... Cerco di ritornare Alive and Kicking, anche se una parte della mia vita quotidiana continua a non piacermi.
Parlo del mio lavoro. Non passa giorno che non si aggiungano nuovi pirla alla compagnia di pirla che frequentano il mio settore. Sono giunto alla conclusione che sono praticamente tutti pirla, chi più chi meno... ma alla fine stessa razza. Tutti questi pirla mi sembrano lanciati, a velocità folle, verso l'autodistruzione... tutta Milano mi sembra così... Milano è piena di pirla. ;-)
Inoltre, dopo tre settimane passate nel VERO e SINCERO sud, dove la vita è vissuta con calma e pacatezza, dove nessuno ti strombazza ai semafori dopo 1 secondo netto di verde, dove cortesia ed educazione sono componenti fondamentali per tutti, mi sono tristemente reso conto che noi milanesi siamo dei pazzi forsennati. ;-) Un esempio? A14 subito dopo Pescara, dove la strada si fa più libera e il traffico lo hai lasciato alle spalle. Sto sorpassando un piccolo TIR (a 120 Km/h niente di più)... mentre affronto il sorpasso con la coda dell'occhio vedo un bagliore, anzi due. Dallo specchio retrovisore intravedo a fatica due punti di luce intermittente che sembrano farmi i segnali. I segnali? A me? Da 2 km di distanza? Dopo qualche secondo eccoti un Audi supermegastationwagonsedicivalvoleintercooler attaccata alle mie innocenti pudenda che incalza, lampeggia e sobbalza.
"Esticazzi... passa... per carità...", mi faccio da parte... targa? Indovin, indovinello... MI. Mi vergogno... un mio concittadino.
"Ma cazzo... sei in vacanza... rilassati. Datti 'na calmata. Quando tornerai al nord, ricomincerai a fare il forsennato..."
Ora capisco perché noi milanesi siamo spessi guardati con ironia e distacco. Specie al Sud. C'hanno ragione... mi spiace ammetterlo. Al ristorante (al Sud) il milanese si riconosce perché è quello che si scoccia subito se il piatto non gli viene servito entro i canonici 5 minuti (manco fossimo da Pastarito).
Proporrei un grande, mega-bidet di malva per tutti i milanesi. ;-)
Torniamo al jamming di oggi... nuovi ascolti musicali frullano nel mio iPod:
Steve Hackett - Wild Orchids: un bel disco simil-darktown con qualche pezzo semi-acustico/orchestrale... il resto è rock con le palle. E che assoli!!! Sentitevi quello di "Ego & Id" e poi parliamo di "altri" chitarristi... ;-)
Frost* - Milliontown: un disco voluto, composto e suonato dal produttore di Ronan Keating e dei Blue, che col pop non c'entra una mazza. Anzi. Trattasi di progressive rock energico, ben suonato, di gusto e prodotto in maniera eccelsa. La band è composta dal suddetto Jem Godfrey che ha reclutati il chitarrista John Mitchell (Arena, Kino, Icon) e due altri nomi di spicco del prog attuale a capo della sezione ritmica come Andy Edwards e John Jowitt (IQ). Un gran bel disco.
Ok, dopo che mi sono fatto quasi 2 milioni di nemici (i milanesi) e che vi ho tediato con la mia musica, passo e chiudo.
Magari la prossima volta torno a parlare di mia figlia... ;-)
Parlo del mio lavoro. Non passa giorno che non si aggiungano nuovi pirla alla compagnia di pirla che frequentano il mio settore. Sono giunto alla conclusione che sono praticamente tutti pirla, chi più chi meno... ma alla fine stessa razza. Tutti questi pirla mi sembrano lanciati, a velocità folle, verso l'autodistruzione... tutta Milano mi sembra così... Milano è piena di pirla. ;-)
Inoltre, dopo tre settimane passate nel VERO e SINCERO sud, dove la vita è vissuta con calma e pacatezza, dove nessuno ti strombazza ai semafori dopo 1 secondo netto di verde, dove cortesia ed educazione sono componenti fondamentali per tutti, mi sono tristemente reso conto che noi milanesi siamo dei pazzi forsennati. ;-) Un esempio? A14 subito dopo Pescara, dove la strada si fa più libera e il traffico lo hai lasciato alle spalle. Sto sorpassando un piccolo TIR (a 120 Km/h niente di più)... mentre affronto il sorpasso con la coda dell'occhio vedo un bagliore, anzi due. Dallo specchio retrovisore intravedo a fatica due punti di luce intermittente che sembrano farmi i segnali. I segnali? A me? Da 2 km di distanza? Dopo qualche secondo eccoti un Audi supermegastationwagonsedicivalvoleintercooler attaccata alle mie innocenti pudenda che incalza, lampeggia e sobbalza.
"Esticazzi... passa... per carità...", mi faccio da parte... targa? Indovin, indovinello... MI. Mi vergogno... un mio concittadino.
"Ma cazzo... sei in vacanza... rilassati. Datti 'na calmata. Quando tornerai al nord, ricomincerai a fare il forsennato..."
Ora capisco perché noi milanesi siamo spessi guardati con ironia e distacco. Specie al Sud. C'hanno ragione... mi spiace ammetterlo. Al ristorante (al Sud) il milanese si riconosce perché è quello che si scoccia subito se il piatto non gli viene servito entro i canonici 5 minuti (manco fossimo da Pastarito).
Proporrei un grande, mega-bidet di malva per tutti i milanesi. ;-)
Torniamo al jamming di oggi... nuovi ascolti musicali frullano nel mio iPod:
Steve Hackett - Wild Orchids: un bel disco simil-darktown con qualche pezzo semi-acustico/orchestrale... il resto è rock con le palle. E che assoli!!! Sentitevi quello di "Ego & Id" e poi parliamo di "altri" chitarristi... ;-)
Frost* - Milliontown: un disco voluto, composto e suonato dal produttore di Ronan Keating e dei Blue, che col pop non c'entra una mazza. Anzi. Trattasi di progressive rock energico, ben suonato, di gusto e prodotto in maniera eccelsa. La band è composta dal suddetto Jem Godfrey che ha reclutati il chitarrista John Mitchell (Arena, Kino, Icon) e due altri nomi di spicco del prog attuale a capo della sezione ritmica come Andy Edwards e John Jowitt (IQ). Un gran bel disco.
Ok, dopo che mi sono fatto quasi 2 milioni di nemici (i milanesi) e che vi ho tediato con la mia musica, passo e chiudo.
Magari la prossima volta torno a parlare di mia figlia... ;-)



